lunedì 1 febbraio 2016

Io,mamma di un bullo

 Chi ha la pazienza  e la costanza di leggermi da un annetto a questa parte sa cosa ho dovuto affrontare nel quotidiano e a livello personale.ho perso casa, certezze  e affetti di persone vicine per le quali  avrei dato due dita della mano quanto ero sicura di averli vicino e invece..

invece la vita ti mette difronte a come li chiamo  "tappe" più o meno belle che se non hai una buona dose di coraggio  te la vedi brutta. Ecco,  durante  queste tappe mi sono riscoperta , ho ritrovato una Nicoletta con una forza incredibile e un coraggio enorme. Ho affrontato momenti difficili, dove non avevo nemmeno un euro  per comprare un litro di latte o la merenda per scuola. Ho pianto lacrime copiose  dopo che mi sono accorta che il compagno  ,il padre dei miei figli è "lontano" anni luce da noi..in tutto e per tutto. Mi ha lasciata sola  ad affrontare persino i suoi genitori quando ho chiesto loro un aiuto economico per  dar da mangiare ai suoi figli e me ne hanno dette ...mi hanno umiliata e lui zitto. Però,  sono riuscita benissimo a superare anche questo e vado avanti a testa alta !!

Ora però..ho un problema grosso, ma non mi scoraggio ,anzi  sto andando per tentativi ma ce la devo fare. Il mio ragazzo numero 3 di quasi quindicianni, straordinario  sta passando il momento critico della sua adolescenza. Sta frequentando compagnie non belle, ha degli atteggiamenti fuori di casa e a scuola da bullo. Ha iniziato a fumare sta sgomitando per imporsi  ,non ha abbastanza autostima e fiducia in se stesso...però ha un lato  di se che sono sicura sarà la sua salvezza: Intelligenza e ctreatività.  Sta imparando dei giochi di prestigio e li usa la domenica pomeriggio in parrocchia con i ragazzini per il grest invernale ma purtroppo il suo imporsi lo sta allontanando da loro. Questo me l'ha detto Don Michele poco fa quando l'ho fermato davanti la chiesa.  Il papà ,non dice, non parla non pensa e non si pronuncia, Va al lavoro torna mangia va a letto e se ne sta in disparte . Però non mollo...
domani inizia in una palestra attrezzatissima il corso di arrampicata, sono quattro ore la settimana con guide e istruttori qualificati che l'aiuteranno nel suo percorso di crescita a credere in se stesso e a fidarsi degli altri.
dulcis in fondo per farla corta la settimana scorsa la scuola ha avviato  un procedimento disciplinare di  un paio di giorn di sospensione perchè ha telefonato e minacciato un compagno , atteggiamento di "Bullismo" . Non ha mai picchiato nessuno anzi se lo si vede si fa fatica a credere a questo ..eppure ho sentito con le mie orecchie i messaggi vocali e ho letto gli sms in mano alla preside

. Mi sono chiesta dove ho sbagliato , il perchè e come..ma è inutile, ho capito che non devo aver paura  e lo sto aiutando in tutte le maniere anche con tentativi estremi..
vediamo..

Un buon pomeriggio a chi passerò e avrà la pazienza di leggermi:)
a presto


6 commenti:

  1. scrivo di getto e, quindi, sarò molto caotica, ma dopo aver letto ciò che hai scritto.....mi sono rivista in alcune cose: solo che non era mio figlio il bullo, ma quello che subiva e, credi, da certe insicurezze che ne sono derivate non è più uscito.
    Per prima cosa penso tu debba toglierti dalla testa il classico, inevitabile " dove ho sbagliato?": certo, noi genitori sbagliamo e, a volte , anche tanto, ma credo che nel caso del tuo ragazzo ci siano mille altre cose da considerare.Ad esempio i cambiamenti della tua, della vostra vita, vita, quelli che tu, da adulta, hai affrontato, lui probabilmente, li ha semplicemente subiti, senza poter capire fino in fondo, data la giovane età, le motivazioni profonde che ci stavano dietro e maturando dentro di sè una grande incazzatura!
    poi mi viene da dire - ed anche qua parlo per esperienza diretta con il mio Tommy - che gli manca il punto di riferimento maschile, il PADRE, quello che detta regole, quello che contiene, quello però con cui fare " cose da maschio", quello a cui far vedere che si sta diventando " uomini" , quello a cui raccontare cose che alle mamme non si dicono.
    Benissimo la palestra, benissimo l'impegno in parrocchia. Ma io credo fermamente che, in certi momenti, serva un aiuto esterno, non " viziato" dal nostro amore e dal nostro naturale istinto di protezione: qualcuno con cui parlare, che non giudichi ma che non giustifichi, qualcuno con cui tirare fuori la rabbia che, sicuramente , ha dentro.
    credo sia un bene anche il provvedimento disciplinare: ad ogni nostra azione fa seguito una conseguenza, bella o brutta che sia ed i bambini, i ragazzini, chiunque, è in grado di capirlo.
    e poi, alla fine di questo mio...delirio....vorrei dirti che devi cercare di mantenere tu la rotta: non enfatizzare ma neppure sottovalutare! E tu ce la fai, perchè sei davvero una grande, Nico!
    tutto il mio amore
    lela

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  2. Carissima Nicoletta,
    ho letto il post ed il commento qui sopra, che condivido pienamente. Anche i miei figli sono stati in modo diverso vessati da bulli e stamani parlavo con una giovane mamma di una ragazzina di 3° media, anche lei sotto attacco, scoperto di recente dalla famiglia con sconvolgente costernazione.
    Tu stai invece vivendo il rovescio di questa drammatica medaglia e la tua posizione è forse ancora più angosciosa di quella dei genitori delle vittime. Anch'io, a distanza e senza conoscere i fatti dal vivo, ma puntualmente tratteggiati dalla tua descrizione, penso che il comportamento del tuo ragazzino sia dovuto alla reazione ad una situazione che ci hai fatto conoscere in tutta la sua crudezza,dagli aspetti affettivi duramente provati ad una quotidianità sempre più incombente.A quell'età questa destabilizzazione è ancora più devastante che nell'adulto. E' una fortuna, pagata a carissimo prezzo, la tua forza d'animo e la tua reattività, quella è l'ancora di salvezza, non voglio essere retorica, ma è così.Il contatto con una figura professionale ) esiste anche nella sanità pubblica, per fortuna ) può far sentire il ragazzo al centro di un'attenzione positiva, non giudicante e le cose buone che fa sono lo spiraglio dal quale emerge il suo lato migliore, che lo porterà fuori dal tunnel.
    Un abbraccio grande a tutti voi:))
    Marilena

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  3. Come ti è stato detto, il provvedimento da solo non basta e credo anch'io che vada aiutato questo tuo figliolo. La sua preside potrebbe aiutarti nel trovare il supporto giusto per lui e per la classe perchè sicuramente lui non è l'unico a comportarsi da bullo.
    Credo tu sia una buona madre ma l'indifferenza del padre è peggio della sua assenza perchè non capisce il suo comportamento... lo fa sentire insicuro e perciò reagisce come sai.
    Ti abbraccio e ti auguro che le tue fatiche siano presto premiate.

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  4. consigli ne hai avuti, continua per la tua famiglia ad essere forte e soprattutto cerca di parlare con tuo marito e di farlo ragionare, senza recriminazioni e senza giudizi, dovete essere uniti per supportare tuo figlio!

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  5. Sono giorni che rifletto su questo post. E' una situazione difficile perchè una figura maschile in questo caso mi sembra indispensabile, tu puoi fare molto ma non puoi fare il padre del ragazzo. Il bullismo lo odio con tutte le mie forze, portato oltre un certo livello disgrega i rapporti e come sai finisce nel penale. Parlare, parlare con il figlio e con l'uomo con il quale lo hai messo al mondo; parlare con i docenti della scuola, seguirlo ma senza oncessioni pietistiche, lui deve sapere che ci sono limiti invalicabili oltre i quali è soltanto un cretino vigliacco ( perdonami i termini forti ma io credo sia così)

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  6. Io, che non son genitore, posso solo parlare di quanto ho vissuto da bambino.
    All'epoca non si parlava del Bullismo, e c'erano solo bambini Vivaci, bambini Calmi, bambini "Cattivi" e bambini "Buoni".
    Oggi è tutto diverso, e per fortuna non si parla più del buono o cattivo, lasciato affondare con tante di quelle cose legate ad un vecchio retaggio oramai sbagliato e denigratorio.
    Si parla di "bambini problematici", bambini che "vanno seguiti", bambini "con cui si deve parlare".
    Io, che di "bulli di allora" ne avevo assai intorno, spesso rischiavo di subire il loro bisogno di attenzione...riversato magari in un dispetto al sottoscritto.
    Alcuni di loro con il tempo sono divenuti miei amici, ed oggi sono bellissimi genitori che hanno ancor di più da insegnare ai propri figli.
    Non son genitore, e lo ripeto, ma in quasi trentasette anni di vita una mia idea me la son fatta: trascorrere del tempo con loro, farsi sentire presenti, non trascurare il loro bisogno di attenzione...i loro messaggi "subliminari".
    Essere figlio, e lo sappiamo tutti, e tanto bello quanto complicato...ma essere genitore (e non tutti lo sanno) è quel mestiere che a quanto pare mai s'impara di conoscere ed imparare.
    Mi permetto quindi di lasciare qui un mio pensiero a te, madre: non ricoprirlo di regali materiali, ma regala lui la cosa più importante per un figlio: la tua attenzione.
    Son certo, leggendoti da tempo, che tu metta tutto il cuore e l'anima in questa Causa...e che lo scoramento che a volte rischia di essere troppo presente non potrà mai vincere sulla volontà di aiutare il figliolo e di guidarlo nella Vita.
    Ammiro quanti/e abbiano voglia di condividere sopratutto queste difficoltà dell'essere genitore, e penso al "me padre" che tarda ad arrivare, ed a come io potrei/saprei/non saprei fare.
    Me ne rimane solo un'incognita, proprio perchè le difficoltà dell'essere genitore sono realmente infinite.
    Ti stimo, molto.
    E seppur non abbia un figlio, io sono figlio e marito, e so quante risorse la madre e la moglie abbiano: tieni duro, e continua ad essere disposta ad ascoltarlo ed osservarlo.
    Se mi è permesso, un abbraccio
    A.A.

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