domenica 13 settembre 2015

Fotostoria

un  mattino presto in Piazza Bra

Perchè lui c'è sempre, è una certezza e quando lo vedo  sdraiato così,noncurante della gente che passa, dei bambini che giocano  ammirando i zampilli  della fontana o dei turisti che passeggiano tra le maestose scenografie  dell'Aida e delle opere areniane, è allora che mi chiedo  se avrà dei nipotini, dei fratelli  ...e dove sta "la sua vita" prima di questo sonno..Ho scoperto che dietro la siepe alle sue spalle  ha tutto  quello che gli può servire: giornali da leggere,cartoni per coprirsi e bottiglie d'acqua. Mi chiedo se stia meglio lui che ha "smesso" di vivere e si accontenta  di poco poco..mi chiedo se sia felice così e sopratutto "il perchè".

8 commenti:

  1. ....certo, le domande sorgono spontanee, ma non credo abbia smesso di vivere....

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  2. Cisao Nicole,
    mi sono fermata a leggere questo e gli altri ultimi post e mi fa veramentre piacere che la vostra vita familiare abbia avuto una svolta positiva.Ci hai creduto con forza e hai lottato, adesso l'impegno continua, ma le tue parole sono serene e piene di speranza. Ho letto in questa stasera festiva di pioggia una cosa bella che scalda il cuore:-)
    Marilena

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    1. Grazie Marilena..piano piano con pazienza.. (ho fiducia)

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  3. Riflessioni che faccio spesso anch'io e che generano tante domande come quelle che ti sei posta e per le quali non credo che esistano altrettante risposte.
    Dico la mia in sintesi: non esiste la felicità assoluta così come non esiste la vita eterna. Quasi sempre non si sceglie la povertà o l'estrema solitudine ma sono loro a scegliere noi. Talvolta essere soli come l'uomo della panchina può essere una liberazione. Da troppi pensieri, da gente che non ti ama, da parenti serpenti, da chi ti frequenta solo per guadagnarci qualcosa.
    Ciao dolce donna. Buona settimana.

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    1. c'è stato un tempo che lo invidiavo. volevo chiudere con tutto e con tutti. Non vedevo vie d'uscita. Poi la forza e il pensiero dei miei figli mi ha aiutato a ragionare per fortuna:) Un abbraccio Gianni

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    2. Sai che ha una gran ragione, Giovanni? Talvolta essere soli è una liberazione, o meglio: talvolta essere soli può darti la speranza, farti intravedere una sorta di liberazione. I nodi vengono sempre al pettine, prima o poi, però prendere un respiro, rimanere soli almeno per un po' può aiutarti a trovare la soluzione.
      Conosco una persona che lo ha fatto, per scelta: si è trovata un luogo lontano da tutti, isolato e anche un po' desolato, senza alcuna sicurezza di vita. Da lì, un passo alla volta, ha ricostruito se stesso, imparando a gestire la sua vita, a coltivare un orto e procurarsi quello di cui aveva bisogno per vivere.
      È scappato da parenti serpenti e gente che non lo amava e ha ritrovato se stesso. Non vive su una panchina come l'uomo della foto, certo, ma ha poco poco di più.
      Però è libero. :)

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  4. Dietro queste persone a volte scopri dei mondi infiniti. Molti avevano famiglia, casa, lavoro... poi le avverse fortune hanno ribaltato la situazione e adesso l'unica casa è una panchina, una siepe oppure una stazione o ila zona sotto un ponte. Spesso hanno voglia di raccontare, di chiacchierare, altre volte si sono chiusi in loro stessi, per vergogna o per paura. Ma una cosa è certa: le persone che si avvicinano a loro con animo sereno e gentile lo fanno senza secondi fini, i loro rapporti sono autentici, non nascosti da altro... Non credo affatto che abbiano smesso di vivere!!!
    Ti abbraccio
    Francesca

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